TITOLO: La leggenda del ragazzo che credeva nel mare
AUTORE: Salvatore Basile
GENERE: Romanzo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018
CASA EDITRICE: Garzanti
PAGINE: 278
PREZZO: 17,60 euro cartaceo
9,99 euro ebook
NOTE SULL’AUTORE
Salvatore Basile nasce a Napoli e attualmente vive a Roma. Scrittore e ideatore di fiction di successo, è dal 2005 docente del Master di Sceneggiatura televisiva e cinematografica presso l’Università Cattolica di Milano. Il suo romanzo d’esordio Lo strano viaggio di un oggetto smarrito è stato pubblicato nel 2016.
TRAMA
Marco, diciotto anni e una voglia a forma di stella marina su una spalla è reduce da un’infanzia passata tra varie famiglie affidatarie che lo hanno lasciato senza sicurezze ne certezze per il futuro. Un giorno scopre una forte attrazione nei confronti dell’acqua. Tuffandosi si sente libero, euforico e in pace con se stesso e con il mondo intero. Ma questo legame verrà spezzato prematuramente a causa di un tuffo che lo ferisce, causandogli problemi a un braccio e a una gamba. Conoscerà cosi Lara, una fisioterapista che prende a cuore la sua situazione e lo convince a partire con lei verso il suo paese d’origine. Ancora non immagina che questo viaggio servirà non solo, a recuperare le forze ma anche a rimettere insieme i pezzi del suo passato. Ci sono segreti che non possono essere celati per sempre perché…c’è un momento, per ogni vita, in cui anche il dolore più profondo scioglie il suo nodo e finalmente accetta di trasformarsi in nostalgia.
RECENSIONE
La leggenda del ragazzo che credeva nel mare è uno di quei romanzi che ti rimane dentro per molti giorni. Non solo per la trama ma per il modo di descrivere dettagliatamente i sentimenti e le più semplici sensazioni.
“Certi silenzi c’hanno dentro le parole. Le parole che non si dicono… e soprattutto quelle che non si vogliono dire.”
Basile scrive in maniera cosi minuziosa i personaggi che sembrano tutti protagonisti principali e questa precisione ti porta a essere lì con loro. Mai banali o scontati, i dialoghi ti lasciano a tratti pieno di dolore e amarezza per poi fare spazio a speranza e voglia di rivalsa. Lo consiglio a tutti perché è scritto davvero bene e il finale vi sorprenderà.
“Gli dormivamo accanto, disprezzo e pena. E gli occupavano il sonno, rendendolo fragile, esposto al vento dei ricordi”.
VALUTAZIONE:
(4 / 5)









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